Chiesa di San Barnaba a Cremellina

Il sacerdote Mario Tagliabue in uno scritto dal titolo “Cremellina un comune bergamasco scomparso“, del 1932 cercava di raccogliere un maggior numero di informazioni su questo paese.
Cremellina era situata su quella che oggi è il confine tra Calolzio e Vercurago in località Malpensata. Di questo comune, come si è detto, si hanno poche notizie. La prima è del luglio 887: “nel luogo e fondo detto Cremellina, presso la ripa dell’Adda” con porzione della pescheria presso il fiume vicino allo stesso luogo, che vennero permutati da alcuni sacerdoti della chiesa di Sant’Ambrogio di Milano in cambio di prati e campi.
Cremellina aveva una chiesa intitolata a San Barnaba e nel XIII secolo era unita alla chiesa di SS. Gervasio e Protasio di Vercurago. La chiesa viene ricordata più volte fin verso la fine del 1300. Il 30 gennaio 1366 è detta “ecclesie sancti Barnabovis de Cremlina”. Poi della chiesa di San Barnaba e dell’abitato di Cremellina non si sa più niente!
Il prof. Tagliabue e Gabriele Medolago danno la medesima spiegazione della scomparsa. Ambrogio Visconti, figlio di Barnabò, viene ucciso dai Guelfi della Val S. Martino a Opreno. Il padre per vendicarsi uccide tutti i monaci del Monastero di Pontida, taglia tutte le piante da frutto e le viti, demolisce tutte le caseforti e i castelli della Valle (molto probabilmente anche quello del Lavello) e tra queste demolizioni sicuramente anche l’abitato di Cremellina. La vendetta era diretta contro i Benaglio, signori di Vercurago, di Calolzio e di tutta la Val San Martino, proprietari dei beni di cui sopra e capi della fazione Guelfa della Valle.
Innocente Cola fece un’altra supposizione sulla fine dell’abitato di Cremellina. Dire che Cremellina (e altrove Cremlina”) sia andata distrutta, per una grave alluvione e straripamento del Gallavesa, che andava in quei tempi ad intersecare il corso dell’Adda. Infatti, solo negli ultimi due secoli il corso del torrente è stato arginato e deviato verso il lago di Garlate, nei pressi dell’ex stabilimento Pirelli. A conferma di ciò anche il nome “Malpensata”.
Possiamo solo augurarci di trovare dei documenti che facciano luce su questo luogo. E continueremo a definire bergamasca la località scomparsa perché gli studi furono condotti prima della creazione della provincia di Lecco e il relativo cambiamento di territorio e di gente d’antica origine bergamasca.
Notizie aggiuntive
Tratto da: “Descrizione della città e del territorio di Bergamo“, di Zuanne da Lezze 1596.
Si trova su la riva di Adda sul bergamasco, un pezzo di terreno prativo, ed videgato de pertiche 50 in circa, posseduto da tre o quattro particolari Milanesi abitanti nella terra di Ulzina Milanese, all’incontro fanno le fictioni con la terra predetta di Calolzio Bergamasco da XII anni in qua, che prima non la faceva per trascuraggine.
Questo Comune non ha entrata di alcuna sorte se non una pezza di terra prativa, et pascoliva la qual tocca Adda; nel corpo della quale quelli di Ulzignan ne godono un pezzo in particular, et certa portione di perrtiche sette (7) di terra con i Comuni di Corte e Vercurago. (Questo tratto di sponda bergamasca, da secoli, era usata dai tessitori olginatesi per stendere i loro prodotti al sole per imbiancarli).
Archivio parrocchiale di Olginate 1828-23 maggio.
Muore colpita da un fulmine mentre si trovava sulla sponda sinistra dell’Adda in località “PATTIRASCIA”, Marta Mitti di anni 37, di professione filatrice sposata con Corti Carlo. Venne colpita dal fulmine verso le 9 di mattina del 23 maggio e sepolta il giorno dopo nel cimitero di Olginate. Il cadavere si trovava sulla sponda sinistra dell’Adda, nella località chiamata “Pattirascia”, all’incirca nel luogo dove oggi sorge la palazzina del custode della diga. A quel tempo erano ancora in atto, in quella zona, le questioni riguardanti i reali confini tra i due paesi. Sul fatto vi fu uno scambio di lettere tra il prevosto di Olginate, don Antonio Corti, e il parroco di Calolzio, don Antonio Ubiali, per motivi di giurisdizione parrocchiale sul funerale.
“Storie di fatti e misfatti sul confine tra Bergamo e la Val San Martino al tempo della repubblica veneta”
di Aldeghi Giovanni e Gianluigi Riva.
Sul ghiaione dove un tempo sorgeva Cremellina, dove un tratto della sponda chiamata “Pattirascia” era riconosciuta proprietà olginatese e quindi territorio milanese. Ancora nel 1935 gli olginatesi vi costruirono il loro campo di calcio, poi con la costruzione della diga con annessa abitazione del custode tutto venne distrutto.
L’archivista A.S.