La chiesa di Maria Madre degli Orfani

Le vie della fede

La chiesa di Maria Madre degli Orfani

La Chiesa di Maria Madre degli Orfani è un piccolo luogo di culto sorto nella casa dove visse e morì san Girolamo Emiliani.

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La Chiesa di Maria Madre degli Orfani è un piccolo luogo di culto sorto nella casa dove visse e morì san Girolamo Emiliani.

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La chiesa

La chiesa di Maria Madre degli Orfani, conosciuta fino al 1952 come oratorio dell’Addolorata, è un piccolo luogo di culto cattolico a Somasca frazione di Vercurago ricavato nella casa in cui tra il 1533 e il 1537 visse e morì San Girolamo Emiliani.

Nella casa degli Ondei, il santo veneziano fondò la Compagnia dei servi dei poveri e svolse numerose opere caritatevoli. La chiesa, inizialmente un oratorio, fu acquistata dai chierici regolari di Somasca nel 1738 e successivamente ristrutturata e ampliata.

Uscendo dalla basilica si prosegue verso destra. Dopo aver percorso un breve tratto lunga la stretta via, si giunge alla piccola chiesa dedicata a Maria Madre degli Orfani.

La chiesa è piccola e semplice.
Sopra l’altare si può ammirare la bella statua di Maria circondata da tre orfanelli, con San Girolamo ai suoi piedi in atto di preghiera. La statua, di legno della Val Gardena, è opera dello scultore Luigi Santifaller. È stata incoronata il 19 settembre 1954 dal Card. Federico Tedeschini. L’altare in marmo sottostante venne consacrato dal Patriarca di Venezia Card. Angelo Roncalli (Papa Giovanni XXIII) nel settembre 1953.

A destra dell’altare, una cancellata in ferro battuto separa l’umile stanzetta dove l’8 febbraio 1537 San Girolamo trascorse gli ultimi istanti di vita, riconoscibile dalla grande croce rossa sulla parete. Con la sua atmosfera tranquilla e il suo ricco passato, questa chiesa ti farà fare un vero e proprio tuffo nel passato.

La chiesa di Maria Madre degli Orfani
La chiesa di Maria Madre degli Orfani

Incorniciata e protetta da un cristallo vi è una grande croce di color rosso che San Girolamo volle tracciare di suo pugno prima di morire. Sopra il presbiterio si trovano due dipinti, uno che ritrae San Girolamo con i suoi compagni e l’altro la morte di San Girolamo.

In questo posto sono state scritte le prime regole della Compagnia dei Servi dei Poveri che nel 1568 diventerà l’Ordine dei Chierici Regolari di Somasca.

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