Giacomo Puccini1858-1924

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Arte & Cultura

Giacomo Puccini (1858 – 1924)

Il silenzio domina imperante fra le strette vie di Formorone.

Un tempo però gli abitanti della piccola frazione di Caprino Bergamasco erano abituati a sentire la dolce musica di Giacomo Puccini, rifugiatosi nell’abitato della Val San Martino a cavallo fra il 1886 e il 1889. 

Il compositore toscano trovò infatti fra le dolci colline all’ombra della catena dell’Albenza la pace necessaria per realizzare uno dei suoi più grandi capolavori, lontano dai pettegolezzi che lo investirono nella sua Lucca a causa della relazione extraconiugale con Elvira Bonturi. L’autore toscano scoprì Caprino Bergamasco già nel 1884 quando, in occasione della realizzazione de “Le Villi”, diede vita a una collaborazione con il poeta e librettista milanese Ferdinando Fontana.

Trascorrendo quest’ultimo la maggior parte della bella stagione nella casa di Antonio Ghislanzoni, Puccini si trasferì in bergamasca per la prima volta nel luglio 1884 iniziando così il percorso di revisione dell’opera. L’improvvisa scomparsa della madre costrinse il compositore lucchese a tornare nella propria terra d’origine prima di tornare nuovamente al lavoro in settembre, questa volta a Valcava dove Fontana si era trasferito per godere del clima più fresco della zona.

Caprino rimase così tanto nel cuore di Puccini che lo stesso decise di trasferirsi lì nel luglio 1876 dopo che la relazione con Elvira Bonturi aveva iniziato a creare sospetti anche nei confronti del marito Narciso Germignani. La donna era infatti rimasta incinta del compositore lucchese, una condizione che diventava ormai difficile da nascondere e che spinse la coppia a trasferirsi nel borgo orobico insieme alla figlia di Elvira, Fosca.

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