Adda, il fiume che lotta per tornare a vivere
Non sono passati molti anni da quando passeggiando lungo il lago di Vercurago o lungo le sponde dell’Adda, si poteva vedere sguizzare banchi di alborelle, cavedani, lavarelli, trote, scardole, lucci e pesce persico. Le acque, anche se non limpide, brulicavano di vita, testimoniando un ecosistema ricco e vitale. La pesca era una passione diffusa e un passatempo che garantiva sempre qualche cattura.
Oggi l’Adda non è più quello di un tempo. Le acque scorrono con un silenzio innaturale per un fiume e i branchi di pesci sembrano essere un lontano ricordo. Le cause sono molteplici: l’inquinamento, la cementificazione delle sponde, i cambiamenti climatici che alterano la temperatura e il livello dell’acqua. Il nostro fiume, un tempo generoso, fatica a sostenere le sue specie native.
Questo fragile ecosistema è ancora minacciato dall’inquinamento alimentato dagli scarichi civili e industriali e dall’abbandono di rifiuti sulle sue rive. Scompaiono così molte specie di pesci e contemporaneamente spariscono le anse e le lanche che il fiume aveva costruito negli anni. A questo fenomeno si aggiunge quello del sovrappopolamento di alcuni animali quali cormorani e pesci siluro.
Il pesce siluro è una specie proveniente dall’est europeo: pescato nell’Adda per la prima volta nel 1957, la sua voracità e rapida riproduzione mettono in serio pericolo la fauna ittica autoctona. Il siluro viene dal Volga e dal Danubio dove l’acqua è più fredda e cresce lentamente, convivendo con altri pesci predatori.
Da noi, con temperature maggiori, l’attività alimentare aumenta e raggiunge dimensioni che gli consentono di mangiare i pesci di tutte le taglie. Oggi il siluro è presente in tutto l’Adda, dal lago di Como fino all’immissione nel Po. Anche nell’alto lago ne sono stati catturati, segno che la colonizzazione procede.
L’obiettivo è salvare il fiume e restituirlo ai suoi pesci. La sfida è ripopolare le specie che lo hanno dominato per millenni, come la trota marmorata e il luccio, contenendo la presenza del siluro, introdotto da alcuni pescatori un ventennio fa con effetti disastrosi per l’ecosistema. Il malato è l’Adda e se non si interviene in tempo, i siluri, che hanno azzerato le altre specie, resteranno gli unici ed il fiume morirà.
Eppure, la vita non ha abbandonato del tutto il suo corso. Nel bacino dell’Adda, oggi possiamo ancora trovare uccelli come picchi, pettirossi, aironi, germani e folaghe, che continuano a sorvolare le sponde e a nidificare tra le canne. La loro presenza è un promemoria che, nonostante le difficoltà, la natura resiste e cerca di adattarsi. Ma la speranza è che anche i pesci possano tornare a ripopolare le acque dell’Adda e che il fiume ritrovi la sua antica vitalità.
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