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La valle dei castelli
Torre di Caprino Bergamasco
Il centro storico di Caprino Bergamasco conserva numerose architetture medievali di pregio, tra torri, fortificazioni e strutture abitative in pietra locale.
Questi edifici, databili tra il XII e il XV secolo, testimoniano lo sviluppo urbano e l’autonomia del borgo nel corso del Medioevo.
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La storia
Il territorio comunale di Caprino Bergamasco è cosparso di edifici civili di grande valore storico ed artistico: nel centro storico spicca una torre che, edificata attorno al 1260, riporta alla memoria il periodo medievale.
La torre, a pianta rettangolare, si eleva per quattro piani con murature in conci di pietra irregolari, squadrati sugli spigoli. Più a monte si possono trovare resti di un’altra torre e di fortificazioni. Sebbene le fonti inerenti alla storia di Caprino menzionino il borgo già a partire dal X secolo, non vi sono evidenze archeologiche o altri dati strutturali inerenti alla storia del paese. La documentazione scritta menziona poi il borgo nella seconda metà del XIII secolo.
L’analisi degli edifici di epoca medievali del borgo ha consentito, invece, di identificare nel centro del paese alcune strutture fortificate risalenti anche alla prima metà del XII secolo, andando quindi a colmare l’assenza documentaria nelle fonti di XII secolo. È così che nel nucleo del centro storico tra Via Roma e Via Mangili, presso via Torre, si sviluppa la struttura cosiddetta Avantorre, innalzata con funzione di avvistamento e di difesa del borgo. Si trattava di un edificio anteposto alla vera e propria Torre costruita in una posizione leggermente sopraelevata rispetto ai livelli stradali e costituiva il complesso più antico di tutto il paese.
Le strutture fortificate conservate in paese, quindi, si datano dal XII al XIV secolo, hanno tutte pianta quadrata o quadrangolare e si elevano per diversi livelli in altezza, di cui quella più antica fino a quattro piani.
Le murature più antiche sono in grandi elementi lapidei lavorati a bugnato e paramento in bozze e lastre lapidee di diverse dimensioni e ciottoli fluviali, e conservano tre porte architravate in bozze lapidee con coronamento monolitico. Del complesso più antico si conosce anche la famiglia che la abitava e che ragionevolmente ne era committente, ovvero i Capitani della Zonca.
Le architetture più ampiamente documentate nel paese risalgono al secolo XIV: da questo si evince che nel borgo ci fu un’espansione del costruito proprio in questo periodo, proprio forse con la definizione dell’autonomia comunale di Caprino stesso, che evidentemente aveva raggiunto, anche dal punto di vista economico e strutturale, una certa sicurezza. Ed è così che si vanno definendo complessi litici con organizzazione a corte, come quello presso la torre, articolato per l’assommarsi di più corpi di fabbrica attorno ad un’aia, con tecniche costruttive che prevedono murature in ciottoli e bozze lapidee ed elementi architettonici in pietra con coronamenti laterizi.
L’architettura del centro poi vede un progressivo ampliamento del nucleo costruito, che partendo dal fulcro di Via Torre, si espande nel XIV secolo sia a nord che a sud, e poi nel XV secolo nella porzione più settentrionale.
Come riferimento puntuale all’interno del contesto del centro si trovano ampi portali archivoltati, con archivolti a pieno centro oppure ribassati, con elementi pentagonali e chiave di volta differenziata, ascrivibili al XIV secolo. Questi davano accesso ad ampi spazi probabilmente cortilizi e la loro presenza indica che vi dovevano essere edifici del Trecento che ora non riusciamo più a leggere perché coperti dagli intonaci moderni o modificati dalle ristrutturazioni più recenti.
Le tecniche costruttive di epoche medievale vedono l’impiego esclusivo di pietra calcare di estrazione locale, e solo dalla fine del XIV secolo si vede l’introduzione di ciottoli di fiume nei paramenti murari. Questo elemento è il segnale di un cambio di modalità operativa nel costruire, con la perdita delle antiche conoscenze di estrazione del materiale da cava, privilegiando il recupero sporadico dai campi o dai fiumi. La mancata produzione di materiale, così come la selezione non così puntuale, dava esito a murature meno ordinate, nelle quali prevale l’uso di malta di calce abbondante e refluente, proprio per conferire regolarità al paramento.
Dalla fine del XIV secolo, ma soprattutto nel XV secolo si inseriscono anche gli elementi architettonici in laterizi, che sembrano quasi prodotti appositamente per le finestre o i coronamenti delle porte, infatti sono quasi del tutto assenti nelle murature, anche per le inzeppature dei muri.
A fronte di un numero piuttosto elevato di testimonianze architettoniche medievali, sia come edifici, sia come evidenze puntuali come porzioni murarie o elementi architettonici, si tratta, quindi, di un’architettura con uno stile costruttivo piuttosto semplice, che si avvale di materiale di estrazione esclusivamente locale, messo in opera da personale non particolarmente specializzato, ma tuttavia esperto nelle conoscenze legate alla statica e alla posa in opera di paramenti composti: anche nelle architetture di rappresentanza, quali quelle fortificate, non si riconoscono particolari connotanti di questo paese, che ne definiscano delle caratteristiche precipue nel territorio.
