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Le vie della fede
Santuario della Beata Vergine Addolorata di Caderizzi
Immerso nei boschi della Val San Martino, il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Caderizzi rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e carichi di spiritualità del territorio di Pontida.
Da secoli, questo santuario è meta di devozione popolare, custode di tradizioni, fede e storie profondamente legate alla comunità locale.
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La Chiesa
Il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Caderizzi, è un luogo di culto situato nel comune di Pontida.
Fondato nel 1580 da alcuni monaci come oratorio dedicato alla Vergine Maria, fu ampliato nel 1683 con il titolo “Santa Maria dello Spasimo” a motivo di un affresco di inizio Seicento. Il nucleo abitato di Ca’ de’ Rizzi, già menzionato nel 1430, prende origine dalla famiglia Arizzi, originaria dell’alta Valle Brembana, che stabilirono la loro domus in una delle cascine abbaziali dislocate sul Monte dei Frati.
Il Santuario della Beata Vergine Addolorata sorge su uno dei declivi boschivi della Val San Martino e domina col suo campanile tutta la campagna che di estende fino all’Adda.
Le prime notizie sul Santuario si trovano già nelle cronache parrocchiali di fine Seicento, memoria delle numerose processioni e celebrazioni che avvenivano a Caderizzi, con larga partecipazione di fedeli, per domandare grazie al Signore per la pioggia, la malattia, la serenità. La devozione alla Madonna di Caderizzi diventa culto solenne nel 1876 a seguito di un voto per invocare soccorso e liberazione dal terribile morbo che colpiva le spose che stavano per diventare madri a cui nemmeno la scienza medica dei tempi riuscì a farvi fronte.
L’allora parroco, Don Gian Battista Milesi, una domenica dal pulpito dell’abbazia fece un appello alla Vergine dei Dolori. Invitò tutta la popolazione a fare un voto all’Addolorata di Caderizzi per implorarne soccorso e liberazione. Il voto consisteva quindi di fare ogni anno nella mattina del Venerdì di Passione una processione al Santuario i cui tutte le madri e le spose avrebbero portato un cero in dono all’immagine della Madonna di Caderizzi se la Vergine avesse difeso le giovani donne dal morbo.
E così avvenne e non appena fatto il voto il flagello cessò. Nei pressi della chiesetta tuttora c’è una fonte da cui nemmeno nei periodi di siccità ha mai smesso di sgorgare acqua sorgiva. In quel punto sorge una sorta di grotta presso cui vengono portati fiocchi e pensieri che testimoniano le grazie ricevute.
Il primo accurato restauro del Santuario risale alla fine Ottocento, con il nuovo concerto di campane collocate sul campanile, a memoria della grazia ottenuta dalla Vergine nel 1876. Dopo la prima guerra mondiale fu progettato uno straordinario ampliamento, terminato nel 1919, che mutò sostanzialmente l’orientamento della chiesa stessa, la rimozione dell’affresco con trasporto su tela, incorniciato e collocato sopra il nuovo altare.
Al termine della seconda guerra mondiale si ripresentò il problema di un radicale restauro del Santuario che, dopo tanti progetti e rimandi, venne deciso solo nel 1953. Le vicende della costruzione, avvenuta per gradi nella povertà e sostenuta dai grandi sacrifici dei parrocchiani, iniziano nel maggio 1954, a dicembre si realizza già la copertura, nel 1955 si completa la pavimentazione. Le opere interne di abbellimento e decorazione, l’erezione del nuovo altare con il tabernacolo offerto dalle donne di Azione Cattolica, la collocazione delle balaustre, vengono ultimate negli anni 1957-59. La consacrazione solenne avvenne il 23 marzo 1961.
Esiste un profondo legame tra Pontida e San Giovanni XXIII. Il piccolo Angelo Roncalli infatti ebbe un forte legame con il Santuario di Caderizzi, in virtù del fatto che la nonna paterna, Maria Faustina Rizzi, nacque e visse proprio nella casa attigua al Santuario della Madonna Addolorata. Quando il piccolo Angelino venne iscritto presso il collegio vescovile di Celana si presentò il problema. Tra Sotto il Monte e Celana c’erano circa dieci chilometri di salita e discesa del monte Canto per poi risalire verso il collegio, percorso troppo impegnativo per un bambino da farsi quotidianamente.
Ed ecco che trovarono la soluzione. Ogni lunedì mattina Angelino partiva da Sotto il Monte diretto al collegio di Celana facendo però tappa presso la nonna paterna per rifocillarsi. Terminate le lezioni tornava a Caderizzi dalla nonna soggiornandovi fino al sabato, quando, terminate le lezioni, risaliva il monte Canto per trascorrere la domenica con la famiglia a Sotto il Monte.
Don Martino Cristoforoni, monaco di Pontida e cappellano del Santuario di Caderizzi negli anni 1965 – 1968, fece realizzare alla scultrice Renata Cuneo di Savona, a ricordo di quel legame, una grande lapide in marmo bianco di Carrara, ad altezza naturale di uomo, con la figura di Papa Giovanni XXIII benedicente una donna inginocchiata davanti a lui con un bambino in braccio.
L’epigrafe si trova nei pressi della fonte della Madonna, proprio di fronte all’antica facciata del Santuario. Il 9 ottobre 1966 il Priore, Don Pietro Elli, inaugurò e benedì il monumento. Presenti il fratello di Papa Giovanni XXIII, Zaverio, il nipote don Battista Roncalli e la stessa scultrice. L’ultima visita di Don Angelo Giuseppe Roncalli al Santuario della Madonna di Caderizzi risale al 26 marzo 1915. In quella occasione tenne il discorso ufficiale alla ricorrenza dell’anniversario del “voto” delle mamme pontidesi.
Il Santuario della Beata Vergine Addolorata è un edificio di grande valore artistico e architettonico, costruito in stile neoclassico nel corso del XIX secolo. La facciata del santuario è imponente e presenta una serie di decorazioni e statue che rappresentano episodi della vita di Gesù e della Madonna. All’interno, invece, si trova un altare principale dedicato alla Madonna Addolorata, decorato con affreschi e sculture di grande pregio.
Il Santuario è un simbolo di fede e di devozione mariana, un luogo sacro che continua a svolgere un ruolo importante nella vita spirituale della comunità locale e dei visitatori. Chiunque si rechi in visita a Pontida non può mancare di fare tappa in questo santuario per rendere omaggio alla Madonna e per vivere un momento di pace e di riflessione.
