Miniera di piombo La Passata
Torre Regazzoni Benaglio

Miniera di piombo

La Miniera della Passata: viaggio nel cuore del Resegone tra storia e natura

La miniera di piombo, detta anche della Passata, in virtù della vicinanza dello storico valico che unisce l’alta Val d’Erve con la Val Imagna, si trova a 20 minuti dal rifugio Alpinisti Monzesi, ai piedi del Monte Resegone, dove si osservano alcuni ingressi.

Il giacimento, situato a circa 1200 m di quota, venne aperto con le prime gallerie nel 1888: vi si estraeva solfuro di piombo (galena), un minerale molto adatto alla produzione di piombo per la sua malleabilità e facilità di fusione sul carbone di legna, che rendeva agevole la prima lavorazione direttamente in loco.

Fu attivo fino alla Prima Guerra Mondiale, con parziale esaurimento dei filoni. Non è peraltro da escludere che parte del piombo ricavato nella miniera venne utilizzato per alimentare proprio la produzione di proiettili destinati al fronte. L’attività riprese poi alla fine degli anni Trenta per essere quindi definitivamente interrotta nel 1942, forse anche in forza degli eventi bellici ma soprattutto per l’esaurimento del giacimento ovvero per la sopraggiunta scarsa convenienza estrattiva. Vi lavoravano in gran parte uomini di Erve e di Brumano, di entrambe le opposte vallate, contadini che in tal modo arrotondavano le magre entrate del lavoro nei campi con quelle dell’attività nel giacimento.

La miniera era dotata di carrelli su binari e di attrezzature per la prima cernita e l’arricchimento grossolano manuale. Il trasporto a valle avveniva poi in sacchi, a spalla. Negli ultimi anni fu realizzata una teleferica per far divallare il minerale, che tuttavia venne presto dismessa. Era presente una residenza per il guardiano, ora ristrutturata privatamente, la cabina elettrica e la polveriera.

La parte sotterranea constava di tre livelli con altrettanti ingressi, posti su un dislivello complessivo di circa 16 metri e profondi qualche decina, collegati all’interno da vari “fornelli”. L’ingresso più basso è franato, mentre sono parzialmente accessibili gli altri due ingressi, grazie alla messa in sicurezza operata qualche anno fa dall’ERSAF, proprietaria della foresta demaniale del Resegone, sull’opposto versante di Morterone.

Data la sua posizione, la miniera risulta facilmente raggiungibile da tutte le località vallive limitrofe attraverso la rete sentieristica locale nonché dall’itinerario della Dol dei Tre Signori, la dorsale orobica lecchese, che transita proprio dal valico della Passata.

Per chi volesse visitare la miniera, indossare abbigliamento adeguato, scarponi da montagna, casco e torcia elettrica. Con le dovute precauzioni, potrete vivere una piccola ma emozionante esperienza dentro una montagna, senza dimenticare il vissuto di diverse generazioni di montanari in questi affascinanti territori.

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