La festa di Val San Martino
Tradizione, fede e sapori della nostra terra
L’11 novembre si celebra in tutta Europa San Martino di Tours, uno dei santi più amati e popolari della cristianità. La sua figura, simbolo di carità e generosità, è profondamente legata alla vita contadina e ai cicli della terra. In Val San Martino, il legame con San Martino è documentato fin dal 1249, data del primo scritto che menziona il santo in relazione alla nostra valle. Questo antico legame storico e spirituale giustifica e incoraggia l’organizzazione di una rassegna importante, che unisce fede, tradizione e cultura locale.
La Festa di San Martino è un’occasione di incontro e condivisione che coinvolge comunità, associazioni e istituzioni. Attraverso un ricco programma di iniziative religiose, culturali e popolari, l’evento valorizza il territorio e rinnova ogni anno il senso di appartenenza della comunità
San Martino e la tradizione contadina
La ricorrenza di San Martino è strettamente legata ai riti e alle usanze della vita agricola. In passato, l’11 novembre segnava la fine dell’anno agrario, momento in cui si concludevano i contratti agricoli e molte famiglie contadine si spostavano verso nuove cascine: da qui l’espressione “fare San Martino”, ovvero traslocare. Era anche il periodo in cui si aprivano le botti per assaggiare il vino novello, dando vita a feste e fiere nei paesi di campagna.
Non a caso, il proverbio recita: “A San Martino ogni mosto diventa vino.”
L’Estate di San Martino
Secondo la leggenda, Martino incontrò un mendicante infreddolito e, mosso a compassione, tagliò a metà il proprio mantello per offrirgliene una parte. Subito dopo, il cielo si rasserenò e tornò il sole. Da questo episodio nasce il termine “Estate di San Martino”, che indica il periodo autunnale in cui il clima si fa più mite e luminoso — un dono della natura che accompagna la festa.
L’oca di San Martino: tra leggenda e tradizione culinaria
Un’altra leggenda racconta che Martino, per evitare di essere nominato vescovo, si nascose in un’aia, ma venne scoperto dal rumore delle oche che starnazzavano. Da allora, in molte regioni italiane si usa preparare piatti a base d’oca in suo onore.
L’oca, assieme al maiale, rappresentava un’importante fonte di sostentamento per le famiglie contadine durante l’inverno. Ancora oggi è protagonista delle tavole di San Martino in tutta Italia, insieme a vino novello, castagne e dolci tipici. A Venezia, per esempio, si preparano i famosi “dolcetti di San Martino”, biscotti di pasta frolla a forma del santo a cavallo e armato di spada, mentre nel resto d’Italia si festeggia con pietanze tradizionali diverse: carne alla brace, caldarroste, pittule e vino novello.

La Festa di San Martino non è solo una ricorrenza religiosa, ma anche un momento di memoria collettiva che rievoca le origini rurali e contadine della nostra valle. È una celebrazione che unisce la spiritualità cristiana, la cultura popolare e il piacere dello stare insieme, nel segno della generosità del santo e dei frutti della terra.



