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Le vie della fede
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Costruita nei primi anni ’80 su progetto dell’architetto Vito Sonzogni, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano è un notevole esempio di architettura sacra moderna.
Situata nella frazione di Sala, unisce materiali naturali e forme innovative, con la grande vetrata in alabastro e la copertura a chiglia sospesa che richiamano la simbologia della “barca di Pietro”. Consacrata nel 1987, sostituisce l’antica chiesa omonima, offrendo alla comunità un nuovo e luminoso luogo di culto.
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La Chiesa
Realizzata nei primi anni ’80 su progetto dell’architetto Vito Sonzogni questa chiesa è caratterizzata dall’effetto luministico della grande vetrata che alleggerisce l’architettura.
Sala è una frazione di Calolziocorte che si trova alle pendici delle montagne, nella zona che segna l’inizio del fiume Adda. La necessità di avere una chiesa funzionale, di adeguate dimensioni e rappresentativa era sentita da molto tempo dalla comunità locale.
L’originale chiesa, da lunghi secoli dedicata ai Santi Cosma e Damiano, era stata ampliata tra il 1948 e il 1951 con la formazione di un corpo di forma absidale addossato all’originale facciata, realizzato occupando spazio al sagrato, che però non determinò uno spazio in grado di assolvere alla funzionalità richiesta.
Si deve attendere l’inizio degli anni ’80 per il progetto della nuova chiesa che sorgerà contrapposta e distante dall’originale sconsacrata, su un’area in pendìo, in posizione più elevata parzialmente isolata dal contesto: il margine periferico dell’aggregato storico della comunità di Sala.
I lavori iniziano il 28 febbraio 1984 e la chiesa viene consacrata il 26 settembre 1987 dall’arcivescovo mons. Gaetano Bonicelli, Ordinario militare, ora vescovo della diocesi di Parma. Strutturata su una pianta centrale, articolata con l’incastro di giochi volumetrici a taglio, di altezza contenuta, la chiesa si discosta decisamente dalle usuali tipologie costruttive del progettista, che già da tempo progettava chiese moderne.
Materiali naturali e artefatti sono per l’esterno l’elemento forte dal punto di vista costruttivo. I fronti, interamente rivestiti di pietre di Credaro squadrate e a spacco, con esclusione dell’ingresso realizzato con lastre di Ceppo levigato, sono tagliati da strette quinte di serramenti verticali e dall’ampia vetrata del presbiterio in alabastro, e risultano staccati dalla copertura da una vetrata continua che corre alla sommità, lasciando sospeso il tetto curvo realizzato in cemento armato con casserature di tavole a vista.
Il suggestivo effetto di sospensione della copertura a chiglia è un chiaro richiamo alla simbologia della barca di Pietro “che attraverso i perigliosi mari, tra bufere e tempeste, simboli del male, porta i suoi passeggeri, cioè i cristiani, nel porto sicuro della salvezza eterna”. All’interno netto è il rapporto tra le pareti candide trattate a stucco veneziano lucido e la copertura piana, grigia, interamente realizzata con cassettoni di cemento a vista che, come l’esterno, levita in un effetto di sospensione grazie ai quattro grandi pilastri strutturali che, rivestiti in stucco lucido di color rosso, costituiscono la base portante dell’intera struttura statica dell’edificio.
Differenti pavimenti all’interno: per l’aula dell’assemblea in pietra artificiale e per l’area del presbiterio in marmo. La luce diretta penetra nel luogo sacro durante l’intera giornata attraverso le vetrate continue sotto la copertura, i lucernari e i due serramenti sulle pareti, risaltando lo spazio. Solo il presbiterio, attorniato dalle semplici vetrate in alabastro prive di elementi iconografici, mantiene una atmosfera calda e accogliente che predispone il fedele all’ascolto e alla partecipazione. Antiche e nuove fatture si affiancano nella definizione dei poli liturgici nel presbiterio: pietra recente per l’ambone e per l’altare, che riporta in fronte un motivo decorativo di marmo originale barocco; antico reperto storico per la custodia eucaristica, collocata in uno spazio laterale.
All’esterno due forti segni iconografici caratterizzano il luogo: l’alta croce di tubolari di ferro di 18m. di altezza e del peso di 35 q.li, dono della Dalmine S.p.a., sostituisce il campanile come segno di presenza percepibile da lontano e l’ancora disegnata con ciottoli di fiume e cubetti di marmo di Carrara sulla pavimentazione del sagrato.



