Mura Venete Vercurago
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La valle dei castelli

Le mura Venete

Lungo il lungolago di Vercurago si conservano i resti delle Mura Venete, testimonianza storica del confine tra Venezia e Milano.

Un suggestivo percorso tra natura e storia che conduce alle origini medievali della Rocca della Chiusa, legata anche alla figura dell’Innominato.

Mura Venete Vercurago
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Sulle tracce dell’Innominato: le Mura di Vercurago

Passeggiando lungo la pista ciclopedonale sul lungolago di Vercurago, appena oltre il molo, incontrerai un imponente frammento di storia medievale: sono le Mura Venete, antico bastione della dogana.

Un tempo, infatti, il sistema fortificato della Chiusa, documentato nel 1253 e imperniato sulla Rocca di Vercurago, divenne a conclusione della guerra veneto-milanese, con la Pace di Lodi del 1454, confine di Stato fra Venezia e Milano.

La delimitazione fu aggiornata ed estesa con un sistema di cippi che, dalla lapide iniziale apposta sull’antico muro milanese alla Chiusa, si concludeva alla vetta del Pizzo dei Tre Signori.

Nella pista ciclopedonale si percorre ad angolo i resti di queste mura, mentre sui monti sono ancora visibili alcuni dei cippi quattrocenteschi.

La Rocca della Chiusa, divenuta poi veneziana con la denominazione di Rocca di Vercurago, conservò la sua funzione difensiva sino al 1509, quando fu distrutta dalle truppe franco-milanesi all’inizio della guerra contro Venezia promossa dalla Lega di Cambrai, per poi trasformarsi in rifugio di San Girolamo Emiliani e dei suoi orfani.

Come è noto, nell’Ottocento, la Rocca è stata identificata nell’immaginario collettivo come sede del personaggio manzoniano dell’Innominato.

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