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Le vie della fede

Chiesa ex parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano

Nel cuore della frazione Sala di Calolziocorte sorge una chiesa ricca di storia e trasformazioni: l’antica parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano.

Un edificio che attraversa i secoli, testimone della devozione popolare e dei profondi cambiamenti architettonici che ne hanno definito l’aspetto attuale.

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La Chiesa

A Sala di Calolziocorte, una volta in mezzo ai campi, sorge un oratorio di un’epoca anteriore al 1400 e lungo 30 passi e largo 12 con soffitto composto da tronchi di castagno molti storti. L’altare, molto piccolo e staccato dal muro, reggeva un’antichissima icona della Madonna che fa miracoli, traslata qui da un precedente altare demolito.

Ampliata ed eretto il campanile, nel 1775, fu successivamente eretto un nuovo corpo presbiterale sull’area del sagrato antistante la chiesa. A tali lavori si deve l’inconsueta aula con due absidi contrapposte priva di una vera e propria facciata. Tra i dipinti degni di nota, ricordiamo una piccola tela con Crocefisso e i Santi Ambrogio e Carlo Borromeo del XVII secolo, una tela con la Madonna ed i Santi Cosma e Damiano anch’essi di fine ‘700.

l’antica parrocchiale deve la sua forma ed il suo orientamento attuale alla primitiva chiesa. Infatti, il corpo semi ottangolare che costituisce la facciata, era l’antica abside. L’ingresso è centrale costituito da un portale in pietra; in alto è posta una finestra rettangolare tamponata. Conclude l’edificio, la copertura a due falde e, nella parte absidale, da copertura ottagonale con manto in coppi. Sul lato destro della chiesa, è posto il campanile in pietra, a pianta rettangolare.

Internamente si presenta a navata unica scandita in tre campate, da coppie di lesene in stucco lucido, con basso basamento, che con i loro capitelli in stile ionico reggono la trabeazione con fregio e cornicione. La copertura della navata è a volta a botte. Le pareti della navata sono impreziosite da quadri raffiguranti Santi e da nicchie ormai vuote. Nella seconda campata a sinistra è posto l’ingresso laterale. Il presbiterio, sopraelevato di due gradini, è coperto da volta a botte. Il coro è absidato e coperto da catino. Due ingressi posti a sinistra e a destra del presbiterio conducono alla sagrestia e ad un ripostiglio

Nel 1566, in occasione della prima visita condotta da S. Carlo Borromeo nella Val San Martino, la parrocchia di Calolzio teneva sotto la giurisdizione la località di Sala presso la quale si erigeva l’Oratorio dei Santi Cosma e Damiano.

La descrizione cita: “chiesetta campestre lunga passi 30 e larga 12. L’altare, molto piccolo, staccato dal muro, reggeva l’antichissima icona della Madonna traslata qui da un altare demolito. Sul tetto, sopra la facciata, era posta una campana. La sagrestia non c’era. Il cimitero circondava il sacro edificio da tre parti. In questo oratorio si celebra Messa ogni mercoledì”.

Il parroco, Don Antonio Ubiali, scrisse una relazione nella quale, fra le chiese sussidiarie e gli oratori pubblici di pertinenza della Parrocchia di Calolzio, descrive la chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Sala: “la chiesa sussidiaria dei Santi Cosma e Damiano rimonta, come ai cenni che si hanno, ad un’epoca anteriore al 1400. Fu in seguito ampliata e poi ridotta, prima del secolo scorso alla forma attuale”.

Nel 1943, il vescovo Bernareggi eresse la comunità di Sala di Calolzio in vicariato autonomo, per divisione dalla parrocchia di Calolzio, intitolandolo ai Santi Cosma e Damiano.

Negli anni del dopo guerra, viene eretto il corpo presbiteriale sull’asse del sagrato, rovesciando l’asse direzionale e costruita una nuova facciata e la chiesa è sottoposta ad un generale intervento di restauro conservativo

Chiesa di Sala
Chiesa di Sala

Oggi la chiesa dei Santi Cosma e Damiano conserva il fascino delle sue origini medievali, unito alla complessità architettonica frutto dei secoli successivi.

Un luogo che parla di fede, comunità e memoria, radicato nella storia della Val San Martino.

Oggi la chiesa dei Santi Cosma e Damiano conserva il fascino delle sue origini medievali, unito alla complessità architettonica frutto dei secoli successivi.

Un luogo che parla di fede, comunità e memoria, radicato nella storia della Val San Martino.

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