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Le vie della fede

Chiesa di San Zenone

L’attuale chiesa parrocchiale di Cisano Bergamasco, dedicata a San Zenone, risale all’inizio del XX secolo e conserva opere provenienti dalla chiesa romanica dell’XI secolo.

Adiacente, l’Oratorio di San Zenone mantiene tracce del romanico bergamasco e preziosi affreschi cinquecenteschi.

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La Chiesa

L’attuale chiesa parrocchiale di Cisano Bergamasco, intitolata a San Zenone, adiacente alla romanica risalente al sec. XI, risale all’inizio del XX secolo e conserva affreschi e dipinti (alcuni provenienti dalla chiesa vecchia) di buona fattura.

Oratorio di San Zenone

Oratorio di San Zenone

Oratorio di San Zenone

L’edificio di culto è anticipato dall’ampio sagrato condiviso con la parrocchiale omonima con pavimentazione in lastre di pietra e con il classico orientamento liturgico con abside a est.

Si tratta di un piccolo e grazioso edificio ecclesiale romanico risalente all’XI-XII secolo La chiesa è stata, nel corso dei secoli, ampiamente ristrutturata con interventi che tuttavia non ne hanno violato del tutto il carattere romanico.

L’intervento maggiore è stato effettuato sulla facciata, rifatta nel 1931 per dare maggiore spazio al piazzale antistante l’adiacente chiesa parrocchiale, con un esito architettonico che richiama il romanico bergamasco. Ha una struttura a navata unica con un’abside semicircolare di notevoli proporzioni.

All’interno dell’edificio sono presenti resti di affreschi cinquecenteschi.

Orientata con l’abside a sud ed anticipata da un ampio sagrato pavimentato in blocchetti di porfido, la chiesa presenta la facciata divisa in due ordini architettonici: l’ordine inferiore è costituito da parte in muratura e parte in intonaco e presenta incorporato un piccolo portico rientrante rispetto alla facciata, aperta con tre archi in opera su colonne in serizzo.

Un cornicione orizzontale e curvo solo alle estremità serve da base per sei finestre ad arco in opera su colonne in pietra e ad altre due alle estremità, mentre un cornicione realizzato in parte in cotto serve d’appoggio alle mensole in pietra che reggono la gronda dotata di canale in lamiera. Il secondo ordine presenta una grande finestra semicircolare.

Internamente si presenta a navata unica coperta da volta a botte. Lesene riccamente decorate si innalzano sino ad incrociare gli archi a tutto sesto. Sopra ogni campata sono collocati sfondati a modo di trifora costituito da tre piccoli archi in opera su colonne a tutto tondo.

L’interno a unica navata aveva affreschi risalenti al XVI secolo e la tela Madonna in gloria col Bambino e santi Zenoni, Pantaleone e angeli musicanti di Enea Salmeggia e una tela sempre raffigurante la Madonna che secondo la relazione di Maironi da Ponte era attribuibile al Giovan Battista Moroni.

Le due tele sono conservate nei locali della sacrestia della nuova parrocchiale, mentre il dipinto di Giovanni Battista Galizzi con la raffigurazione del santo titolare è ancora conservato nell’aula.

L’interno dell’oratorio conserva alcune opere di pregio, tra cui tele di Enea Salmeggia e di Giovanni Battista Galizzi, mentre altre sono state trasferite alla sacrestia della nuova parrocchiale. L’edificio, pur rimaneggiato nei secoli, testimonia ancora oggi l’architettura e l’arte sacra storica della zona.

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