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Le vie della fede
Chiesa di San Pietro Paolo e Biagio
Nel cuore del borgo di Carenno sorge la suggestiva Chiesa dedicata ai Santi Pietro, Paolo e Biagio, uno degli edifici religiosi più ricchi di storia della Val San Martino.
Questo luogo affascina visitatori e appassionati di arte sacra per le sue origini antiche e le numerose trasformazioni architettoniche.
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La Chiesa
La Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Biagio di Carenno, conosciuta anche come Chiesa Vecchia, si trova nel centro storico del paese ed è orientata secondo il tradizionale schema liturgico. Le sue origini risalgono probabilmente all’epoca romanica, con una prima documentazione attestata già alla fine del XIII secolo.
Nel XVI secolo, durante una visita pastorale, Carlo Borromeo descrisse la chiesa come un edificio con tre altari, lungo circa 50 passi e largo 18, segno della sua importanza già in epoca rinascimentale. Nei secoli successivi, la struttura ha subito numerosi interventi di ampliamento e trasformazione.
Nel Seicento iniziarono importanti lavori di ampliamento, interrotti a causa della peste e ripresi successivamente con la costruzione del portico e del portale d’ingresso, datato 1638. Tuttavia, le modifiche più significative risalgono al secondo Settecento, quando venne ampliata la zona absidale e realizzate le volte a vela interne, che nascosero l’originaria struttura lignea del tetto risalente al Quattrocento, ancora oggi ispezionabile nel sottotetto.
Il campanile, più volte sopraelevato nel corso dei secoli, conserva tracce della precedente cella campanaria, riconoscibile dagli archetti posti a un livello inferiore rispetto all’attuale. Le cornici marcapiano testimoniano l’uso di materiali locali: granito proveniente da massi erratici e pietra calcarea delle cave della zona.
L’edificio si presenta oggi con un elegante aspetto neoclassico ed è preceduto da un ampio sagrato pavimentato in porfido. Il pròtiro quadrangolare con volta a crociera poggia su quattro colonne in pietra arenaria locale, materiale utilizzato anche per le lesene e il timpano che incorniciano il portale ligneo. Il tetto, originariamente coperto con pietre locali, è stato restaurato nel 1982 con pietra di serpentino proveniente dalla Valmalenco.
La facciata principale è caratterizzata da un portico su colonne, sopra il quale si apre una finestra ad arco affiancata da nicchie con affreschi dei santi titolari. Il tutto è concluso da un elegante timpano triangolare.
All’interno, la chiesa custodisce importanti opere artistiche. Nel presbiterio si trovano affreschi dell’artista cremasco Mauro Picenardi, mentre nell’abside è collocato un pregevole coro ligneo in noce e radica del XIX secolo. Tra le opere più significative spicca la Crocifissione del pittore bergamasco Francesco Capella.
La chiesa conserva inoltre due cantorie lignee finemente intagliate: una di esse ospitava l’antico organo Serassi, oggi restaurato e trasferito nella nuova chiesa parrocchiale. Ai piedi dell’altare si trova un frammento di lapide con iscrizione latina, legata alla visita di San Carlo Borromeo.
Sul lato destro dell’edificio è visibile una meridiana del XVII secolo, recante un’iscrizione che richiama il trascorrere del tempo e la caducità della vita, invitando alla riflessione.


