
Figlio di un vassallo del capitolo di S. Maurizio, Gottardo nasce nel 960 a Reichersdorf in Baviera. Nella scuola capitolare locale si avvicina alle scienze umanistiche e alla teologia. Per tre anni dimorò alla corte arcivescovile di Salisburgo, dove fu introdotto nell’amministrazione ecclesiastica.
Dopo diversi viaggi in paesi lontani, tra cui l’Italia, studia nella scuola del duomo di Passavia, dove ha come insegnante il famoso maestro Liutfrido. Quando il duca Enrico II di Baviera decide di trasformare il capitolo in un monastero benedettino Gottardo diventa monaco. Risale poi al 993 l’ordinazione sacerdotale, dopo la quale diventa priore e rettore della scuola monastica e più tardi introduce una scuola di scrittura e pittura.
Nel 996 viene eletto abate facendosi fautore dell’ideale di Cluny. Nel 1022 viene nominato vescovo di Hildesheim. Si distingue per la sua cura pastorale, per l’attenzione nei confronti del clero e per le sue conferenze bibliche. A Hildesheim nella Sassonia in Germania, San Gottardo, dapprima abate del monastero di Niederaltaich, visitò e istituì altri monasteri; poi, succeduto a San Bernardo in questa sede episcopale, operò per il bene della sua Chiesa, ristabilì nel clero l’osservanza della disciplina religiosa e aprì delle scuole.
Con forza paziente riuscì a vincere la resistenza dei monaci ostili alla riforma e, dopo il ritorno a Niederaltaich nel 1013, diresse la costruzione del monastero e della chiesa e vi introdusse una scuola di scrittura e pittura.
Egli è infatti considerato il più grande architetto e pedagogo della Baviera nell’alto Medioevo. Dietro richiesta dell’imperatore Enrico II fu nominato vescovo di Hildesheim il 30 novembre 1022 e consacrato dall’Arcivescovo Aribo di Magonza il 2 dicembre.
Da vescovo incarnò l’ideale di padre del clero e del popolo e si acquistò il rispetto dei suoi sacerdoti specialmente con le sue conferenze bibliche. Durante i quindici anni del suo governo episcopale fece costruire e consacrò più di trenta chiese. Nonostante la sua età avanzata, difese virilmente i diritti della sua diocesi contro usurpazioni di prelati e di principi. Conclusa la settimana pasquale, morì dopo breve malattia il 5 maggio 1038.
La canonizzazione di Gottardo fu caldamente promossa dai suoi successori, Bertoldo e Bernardo. Bernardo andò al sinodo di Reims, dove il papa, il 29 ottobre 1131, iscrisse Gottardo nell’albo dei santi. Il 4 maggio 1132 Bernardo procedette alla traslazione del corpo dalla chiesa abbaziale al duomo dove il 5 maggio fu celebrata la prima festa liturgica del santo.
Grazie alla fervida propaganda dei Cistercensi e dei Benedettini si deve la rapida diffusione della venerazione tributata al santo vescovo nella Svezia, nella Finlandia, nei paesi slavi del Sud e nella Svizzera. Sulle principali vie di traffico, Gottardo divenne il patrono preferito dei commercianti e ciò spiega perché nelle Alpi centrali siano sorte dappertutto chiese e cappelle in suo onore.
Una fama del tutto speciale ottenne la cappella e l’ospizio di S. Gottardo sull’antico passo. Questo passaggio è stato un punto cruciale per i commerci e i viaggi tra il nord e il sud dell’Europa e la sua dedicazione a San Gottardo riflette l’importanza del santo come protettore dei viaggiatori.
Secondo un’antica tradizione ticinese la chiesetta sul valico del S. Gottardo venne edificata da Galdino, arcivescovo di Milano. Il primo documento però lo troviamo soltanto in Goffredo da Bussero, morto prima del 1300, che ascrive la consacrazione della chiesetta nel 1230 a Enrico di Settala, arcivescovo di Milano, ma la prima testimonianza dell’esistenza dell’ospizio è del 1293.
Nel 1685 Federico II Visconti affidò la direzione dell’ospizio ai Cappuccini di Milano, a cui succedettero, dopo la parentesi dolorosa della Rivoluzione francese, nel 1804-41 i confratelli del Ticino.