La notte più lunga che ci sia
C’è un proverbio che tutti, grandi e piccoli, conoscono: “La notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia.” Non è solo un modo di dire: è l’attesa emozionata che, da generazioni, fa brillare gli occhi dei bambini la sera del 12 dicembre, quando si sussurra che Santa Lucia stia arrivando con il suo asinello carico di doni.
Nei giorni precedenti i più piccoli scrivono la loro letterina, decorata con disegni, desideri e sogni semplici. E, mentre cercano di restare svegli nella speranza di sentire il tintinnio del campanello della Santa, anche gli adulti, con un po’ di nostalgia, tornano col pensiero a quando la letterina la scrivevano loro.
Una tradizione che unisce l’Italia… e il cuore della nostra valle
Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, una ricorrenza particolarmente sentita nella provincia bergamasca e anche in Val San Martino. Una tradizione che affonda le radici in tutta Italia, dal Sud sino alle nostre montagne.
La leggenda racconta che nella notte tra il 12 e il 13 dicembre Santa Lucia attraversi le vie dei paesi in groppa al suo asinello, portando regali ai bambini buoni e spargendo un po’ di cenere sugli occhi di chi non si è comportato bene. Questo gesto richiama il suo ruolo di protettrice della vista.
Non a caso, il 13 dicembre veniva ricordato come il giorno più corto dell’anno: prima dell’introduzione del calendario gregoriano nel 1582, coincideva infatti con il solstizio d’inverno.
La magia della vigilia
La sera del 12 dicembre i bambini preparano un po’ di fieno e una ciotola d’acqua per l’asinello, compagno fedele di Lucia. In cambio, la Santa porta con sé due grandi cesti pieni di giocattoli e dolci.
In questa sera i bambini, infatti, devono andare a letto presto per evitare di imbattersi in Santa Lucia che, si dice, accechi con la cenere i bambini che trova ancora svegli. La mattina dopo, con somma gioia dei più piccoli, Lucia fa trovare loro il piatto colmo di dolci e tanti regali.
Usanze antiche e storie di solidarietà
Nelle campagne bergamasche, questa giornata era anche un momento di condivisione: chi aveva raccolti abbondanti donava parte del grano a chi aveva avuto un’annata meno fortunata. Si racconta che, dopo un periodo di carestia, alcune donne del territorio decisero di distribuire sacchi di grano ai più poveri proprio nella notte del 12 dicembre, su carri trainati da asinelli.
Da questo gesto nacque la leggenda dell’arrivo silenzioso della Santa, che ancora oggi fa sognare i bambini.
Lucia nacque a Siracusa nel 283.
Una giovane donna coraggiosa, che decise di dedicare la propria vita ai malati e ai poveri dopo aver invocato la guarigione della madre sulla tomba di Sant’Agata. Arrestata per la sua fede cristiana, sopportò torture e venne martirizzata il 13 dicembre 304. Il suo nome significa “luce”, e da qui nasce la sua venerazione come protettrice degli occhi.
Una poesia per la notte più magica
Questa è la notte di Santa Lucia
senti nell’aria la sua magia.
Lei vola veloce col suo asinello
atterra davanti ad ogni cancello.
Ad ogni finestra un mazzolin di fieno
e l’asinello ha già fatto il pieno.
Santa Lucia con il suo carretto
lascia a tutti un gioco e un dolcetto.
Porta ai bambini tanti regali
tutti belli, tutti speciali.
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